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POS collegato alla cassa: obbligo in vigore dal 1° gennaio 2026, cosa devono fare ora gli esercenti

2026-01-23 18:24

ASSOCIAZIONE A.S.C.I.I. ITALIANE

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POS collegato alla cassa: obbligo in vigore dal 1° gennaio 2026, cosa devono fare ora gli esercenti

Dal 1° gennaio 2026 l’obbligo di collegamento tra POS e cassa è in vigore, ma il portale dell’Agenzia delle Entrate non è ancora attivo.

Con l’inizio del 2026 il tema del collegamento tra POS e registratore di cassa è diventato improvvisamente centrale per imprese, commercianti e professionisti. Se ne parla molto, spesso in modo frammentato, e non è raro imbattersi in messaggi che creano confusione o inutili preoccupazioni. Proviamo quindi a fare chiarezza, spiegando cosa sta succedendo davvero, a che punto siamo e cosa conviene fare oggi.

Dal 1° gennaio 2026 è entrato formalmente in vigore l’obbligo introdotto dalla Legge di Bilancio 2025, che prevede un collegamento tra i pagamenti elettronici effettuati tramite POS e il sistema di certificazione dei corrispettivi. L’obiettivo della norma è piuttosto chiaro: rendere più coerenti e tracciabili i flussi tra ciò che viene incassato elettronicamente e ciò che viene certificato fiscalmente attraverso il documento commerciale.

Negli anni passati, infatti, pagamento e scontrino viaggiavano spesso su binari paralleli. Oggi il legislatore chiede che questi due mondi dialoghino meglio, in un’ottica di maggiore integrazione digitale. Questo, però, non significa che dal 1° gennaio tutti debbano aver già fatto qualcosa di concreto.

Ed è qui che nasce il principale equivoco.

Anche se l’obbligo è in vigore dal punto di vista normativo, ad oggi non è ancora possibile effettuare materialmente il collegamento. Il motivo è semplice: il servizio web necessario per l’abbinamento non è stato ancora attivato dall’Agenzia delle Entrate. Il collegamento potrà essere effettuato esclusivamente tramite una specifica funzionalità che sarà resa disponibile nell’area riservata “Fatture e Corrispettivi” e che verrà annunciata con un avviso ufficiale.

Fino a quel momento, è importante dirlo con chiarezza, non decorrono i termini di legge e non è tecnicamente possibile essere inadempienti. Siamo quindi in una fase di “obbligo sulla carta”, ma senza operatività pratica.

Un altro aspetto che merita di essere chiarito riguarda il significato stesso di “collegamento”. Non si parla di collegamenti fisici, cavi, nuove casse o sostituzioni forzate dei POS. Il collegamento è logico e digitale: consiste nell’abbinare uno specifico POS a uno specifico registratore telematico (o alla procedura web dei corrispettivi), in modo che il sistema possa riconoscere e allineare gli incassi elettronici con i corrispettivi trasmessi.

In concreto, questo permetterà di indicare sul documento commerciale la modalità di pagamento e di trasmettere i dati in forma aggregata, senza includere informazioni sul cliente. Dal punto di vista dell’esercente, l’operatività quotidiana non cambia: cambia il modo in cui i dati vengono organizzati e comunicati a livello fiscale.

Anche sulle scadenze è fondamentale evitare fraintendimenti. I famosi 45 giorni concessi per collegare i POS già attivi non partono dal 1° gennaio 2026, ma dal giorno in cui il servizio web sarà effettivamente attivato. Solo da quel momento scatterà il termine per mettersi in regola. Lo stesso vale per i nuovi POS o per eventuali variazioni: le finestre temporali previste dalla norma diventano rilevanti solo quando il sistema sarà operativo.

Nel frattempo, però, questo non significa restare fermi. Questa fase può e dovrebbe essere utilizzata per fare un po’ di ordine: verificare quanti POS sono realmente in uso, a quali casse o registratori telematici sono associati, confrontarsi con il proprio fornitore per capire se sono previsti aggiornamenti software e assicurarsi di avere accesso all’area “Fatture e Corrispettivi”, direttamente o tramite un intermediario.

Arrivare preparati al momento dell’attivazione del portale significa evitare confusione, ritardi e corse dell’ultimo minuto, che sono spesso la vera causa dei problemi.

In questo contesto, ASCII Italiane segue con attenzione l’evoluzione normativa e operativa, con l’obiettivo di fornire informazioni corrette, tempestive e comprensibili, senza creare allarmismi inutili. Il vero rischio, oggi, non è la norma in sé, ma la disinformazione che può circolare quando mancano ancora strumenti operativi concreti.

In sintesi, il collegamento tra POS e cassa è un obbligo già previsto dalla legge, ma non ancora attuabile. Le scadenze scatteranno solo dopo l’attivazione del servizio dedicato e questo periodo va vissuto come una fase di organizzazione e consapevolezza, non di preoccupazione.

👉 ASCII Italiane informerà tempestivamente imprese e professionisti non appena il portale sarà operativo, fornendo indicazioni pratiche per adeguarsi senza difficoltà.


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